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Irene Manzini Ceinar

Architetto

irene.manziniceinar@studiolsa.it

Irene nasce nell’estate del 1991 a Reggio Emilia. Si diploma al liceo linguistico sperimentale BUS Blaise Pascal nel 2010 e lo stesso anno si iscrive alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano. La partecipazione alla Open City Summer School promossa dal Politecnico di Milano, sede di Piacenza la avvicina ai temi della rigenerazione e strategie di pianificazione urbana, esperienza fondamentale che la porterà alla scelta di iscriversi al corso di laurea Magistrale in Architecture and Urban Design in lingua inglese presso dal Politecnico sede di Piacenza. Grazie dell’esperienza internazionale del campus di Piacenza, Irene decide di intraprendere un percorso di crescita personale e professionale all’estero, trasferendosi a Londra alla fine dello stesso anno. Nella capitale inglese, frequenta un Master of Research (MRes) in Urban Design alla Bartlett School (UCL) dove si avvicina definitivamente alle tematiche di pianificazione urbana e pratiche bottom-up, ottenendo il massimo dei voti con una tesi sui nuovi spazi del lavoro e relazione con il quartiere circostante. La sua carriera è costellata da incarichi d’insegnamento, presso diverse università inglesi e italiane, e di ricerca per l'Hackney Council, Civic Design Group, e urban designer per lo studio AR Urbanism dove ha maturato una maggiore esperienza nelle strategie placemaking e nei processi di progettazione partecipata. Da settembre 2019, Irene è candidata al dottorato di ricerca presso la Bartlett School (UCL) in partnership con il Politecnico di Milano nell'ambito del progetto europeo COST Action CA18214 "La geografia dei nuovi spazi di lavoro e l'impatto sulla periferia". A gennaio 2020, Irene torna in Italia dove porta avanti il suo percorso di dottorato a distanza. Entra in LSA con l’intenzione di sperimentare le conoscenze acquisite durante il periodo inglese nella sua città natale, e apprendere nuovi punti di vista. Appassionata di cucina, piante e con una valigia sempre pronta all’occasione, Irene è convinta che l’architettura sia una storia, dove esperienze e culture si contaminano, in continua trasformazione.